venerdì 29 febbraio 2008
giovedì 14 febbraio 2008
San Valentino
Senti questa.
Cosa.
Qui sul giornale.
Non sono ancora riuscito ad aprirlo.
“Si finge intelligente per trent'anni, ma non era
vero”.
Io lo avrei scoperto subito, cara.
Certo, tu sei…
Sì.
…beh, si fa per dire…
“Si fa per dire”?!
Dai, sto scherzando.
Lo sai che si dice il vero anche quando si scherza?
Chi l’ha detto?
Marx.
Non lo sapevo.
Lo sanno in pochi.
Mi piaci perché sei così… così…
Non ti viene la parola.
No.
Colto.
Ecco: sei colto.
Vieni qui, stupidina.
Cosa stai facendo?
Niente, niente.
Oggi no, ho mal di testa.
Questa scusa è vecchia.
E’ che mi dà pensiero prenderlo in corpo.
Oh Santo Cielo!
Cosa?
Ti sembra il modo di parlare?
Non ci vedo nulla di male.
In pubblico mi fai fare certe figure...
Perché non mi dici quando sbaglio?
Rimozione.
Non ho capito.
E’ difficile da spiegare.
Prova.
Ora no.
Ti ho fatto scappare le vacche al pascolo?
Sei di una volgarità impressionante.
Ma io…
Vado a leggermi un librone pesante.
Dai, vieni qui che ti faccio passare le paturnie.
Solo perché so che ci tieni.
Moltissimo, amore mio.
…
…
Cara, lo sai quanto ti amo?
No, quanto?
Tanto.
Io anche.
mercoledì 6 febbraio 2008
Pedofilia non è bello
Ciao bella bambina.
Ciao.
Come ti chiami?
Pippi.
Dove hai lasciato le calze lunghe?
Eh?
Non l’hai mai visto?
Che cosa?
Pippi Calzelunghe.
No.
Era un bellissimo telefilm dei miei tempi.
La mamma dice che non devo parlare con gli sconosciuti.
Piacere, Jim.
Ciao Jim.
Adesso ci conosciamo.
Hai delle caramelle?
Un’intera scatola.
Drogate?
La tua mamma ha molta fantasia.
Sì, mi racconta delle storie bellissime.
Anch’io sono bravo con le storie, sai?
Che storie conosci?
Tutte.
Non vedo la scatola.
La tengo a casa.
Perché non l’hai portata?
Verrei assediato dai bambini.
A te piacciono i bambini?
Molto.
E allora perché non l’hai portata?
A me piacciono i bambini, ma non TUTTI i bambini.
Forse ho capito.
Tu, per esempio, sei speciale.
Lo so.
Hai delle trecce bellissime.
Anche le mie scarpe sono belle.
Proprio così.
Me le ha comprate ieri la mia mamma e anche il mio papà.
Vuoi venire a casa mia?
E’ lontana?
No, è qui dietro.
Andiamo.
Quanti anni hai?
Sette e mezzo.
Entra pure.
Dimmi dov’è la scatola.
Vado a prenderla.
C’è uno strano odore qui.
Disinfettante.
Biscotti bruciati.
Vieni e siedi sulle mie ginocchia.
E le caramelle?
Eccole.
Le voglio al limone.
Eccone una al limone.
Cosa stai facendo?
Ti accarezzo.
Non lì!
La tua mamma non deve saperlo.
Sei in arresto figlio di puttana!
Che brutte parole in bocca ad una bambina.
Polizia, coglione.
Hai sette anni.
Mi sono travestito, imbecille.
Non vuoi più le caramelle?
Solo se me le dai drogate.
Magari ne avessi…
Soldi?
Al verde.
Favorisci i polsi.
Eccoli.
Chiamo la centrale.
…
Centrale? Qui agente Benson, manda una volante.
Roger.
No, qui agente Benson. John Benson.
Mando una volante.
…
Mi levo il travestimento.
Ma ma… sei alto uno e ottanta!
Senza i trampoli.
Come fai a rimpicciolire?
Sono il migliore nel mio campo.
Dimmi come fai.
Sono le trecce che ringiovaniscono.
Potresti tornare come prima?
No.
Piango.
Dai, non fare così.
La mia infanzia è stata molto dura, sai?
Tieni il mio fazzoletto.
Le partite di Scarabeo in famiglia, la messa ogni domenica, poi scuola scuola scuola fino all’età dell’obbligo…
Mi sto commuovendo.
…e ora lavoro tutto il giorno, tutti i giorni.
Buoni pasto?
Mai visto uno.
Piango anch’io.
Travestiti da Pippi, dai.
Sei sicuro?
Ce l’ho già duro.
Ecco fatto.
Fatti toccare.
Sono tua.
Oh, ah, oh.
Oh? Eh, uh, ih.
POLIZIA, APRITE!
Pippi, bussano ferocemente alla porta.
Lasciali perdere: non mi hanno mai capita.
SI PUO’ SAPERE CHE CAZZO STATE FACENDO?!
…
lunedì 4 febbraio 2008
venerdì 1 febbraio 2008
martedì 29 gennaio 2008
Uno diviso zero
Ben svegliato!
Non ti pensavo mattiniera.
E' già mattina?
Ne deduco che stanotte non hai dormito.
...
Eri sola?
...
Il tuo silenzio dice tutto.
Per esempio?
Non c'è nulla di male a divertirsi un po'.
Mi manca il mio paese.
Ci si diverte molto in Austria?
Ti ho mentito.
Sei trasparente.
E' per questo che in questa casa non riesco a prepararmi un caffè?
Troppo caffè ti fa male.
Tirchio.
Dimmi qualcosa che non so.
In base agli ultimi studi i sessi sono cinque.
Quanti ne hai provati stanotte?
Non si provano, si possono solo conoscere.
Dunque sei una ricercatrice, l'avevo capito subito.
...
Storia della filosofia?
Il numero due è interessante.
Immagino la fatica.
L'immaginazione è il tuo forte.
Il lavoro del poliziotto è molto duro, sai?
Ti credo.
Dev'essere affascinante studiare il numero due.
Meglio del numero uno.
Perchè uno diviso zero non si può fare?
Non sono certa che tu possa capirlo.
Non riesco nemmeno a capire perchè non mi paghi
il subaffitto da tre mesi.
Perchè ai fini dell'operazione non porta nessun
risultato.
Operazione?! Di quale operazione parli?
Di quella impossibile.
Voi tedeschi vi comportate sempre come se foste a
casa vostra.
Perchè sei così geloso della tua pistola?
L'arma deve calzare come un vestito e non a tutti va
bene lo stesso vestito.
Le manette ti calzano a meraviglia.
Molto divertente. Toglimele, per favore.
Perchè? Sei così tenero!
Guarda che riesco a difendermi anche in questo
stato, sai?
Sì lo so, lo so, tu sei forte. Esco a far colazione.
ASPETTA! Non lasciarmi incatenato alla libreria!
Se torno cambiamo posto. Ciao.
...
(Dialogo scritto via e-mail da Alba e Giogrillo).
sabato 26 gennaio 2008
mercoledì 23 gennaio 2008
Senza titolo per pigrizia
Sei un ipocrita.
Non mi sembra.
E anche un mistificatore.
Esagerata.
Per non parlare di quella volta.
Quale?
Di quando hai venduto tutta la mia collezione di monete romane.
L’avevi dimenticata in cantina.
Non l’avevo dimenticata, ma riposta con cura.
Non te ne facevi nulla.
Questo lo dici tu.
E va bene, ho sbagliato: l’ho venduta.
Per comprarti il televisore nuovo.
E’ un oggetto di pubblica utilità.
Solo quando inviti gli amici a vedere la partita…
Tu non lo guardi solo per farmi sentire in colpa.
…che sporcano il nostro tappeto persiano.
Da quando abbiamo un tappeto persiano?
L’ho tolto, per evitare che venisse riempito di cenere.
E dove l’hai messo?
L’ho riposto in cantina.
Con cura?
NON CI PENSARE NEMMENO.
Chiedevo.
Mi fai lavorare come una serva.
Nessuno ti obbliga.
Ma poi chi pulisce? Tu no di certo.
Lo sporco non mi dà noia.
Parli come mio padre.
Cercavi una figura che lo sostituisse ed eccomi qua.
Mi stanno saltando i nervi.
Sai che novità.
Soprattutto se penso a te in giro a divertirti con le tue amichette.
Colleghe.
Colleghe o no, sei in giro a divertirti!
Devo essere triste per compiacerti?
No, ma nemmeno scoparti l’intero ufficio.
Non mi scopo proprio niente.
Quindi, per te, io sarei niente.
Lo sai che non intendevo…
Sei un mostro.
E tu una nevrotica.
Ti lascio.
Santo cielo! Riesci ancora a cogliere qualche differenza tra me e Hitler?!
Certo che sì.
Almeno questo.
Lui è diventato famoso, tu no.
...
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